mag 27 2008
O paghi il “pizzo” o ti attaccano il sito

Il “pizzo” adesso si sposta anche su Internet e potrebbe colpire qualsiasi sito presente sulla Rete. Se i pirati informatici non ricevono una certa somma di denaro, il proprietario del Web può dire addio al suo lavoro, perché sferreranno un attacco ai server che ospita il dominio della vittima.
Gli attacchi sono studiati alla perfezione, per mettere in ginocchio un server in pochissimo tempo, inviando un’infinità di richieste (es. Denial Of Service), in modo da occupare la banda di navigazione del server che ospita il sito, facendo esaurire le risorse disponibili per la visualizzazione del portale.
Paolo Geymonat, proprietario del portale Bakeca.it, durante una recente intervista, ha dimostrato quanto il fenomeno sia in costante crescita…..
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Mmmm… c’era da aspettarselo. D’altronde le mafie sono ai primi posti per capacità d’impresa in tutto il mondo, figuriamoci se non mettevano mano (e bit) anche al mondo Internet!
Già ci sono mille cose a cui devi stare attento….adesso anche questa?? Certo che per fare soldi se le inventano tutte!!
Sarebbe interessante capire, dal punto di vista legislativo, chi puo’ tutelare le vittime di questo genere di abusi informatici…
Lancio il sassolino a te Stefano….
Eh… diciamo che si cade abbondantemente nel penale. D’altronde anche se riguarda un’attività svolta su internet comunque si tratta di una richiesta di pizzo.
Magari potrei approfondire un po’ la questione in termini giuridici… ma serve tempo e ultimamente è davvero poco.. trovo anche difficoltà ad aggiornare il mio blog
Cmq è un bello spunto e appena posso cerco di approfondirlo