set
14
2011
Windows 7 dispone di una modalità nascosta che si chiama “God Mode”. “GodMode” è un termine adottato dal Microsoft development team, in modo da fornire un’accesso centralizzato dove interagire con tutti i possibili settings di Windows senza la necessità di aprire più finestre del pannello di controllo.
Per abilitare questa modalità avanzata è necessario:
1. Creare una nuova Folder.
2. Rinominare la cartella appena creata in
GodMode.{ED7BA470-8E54-465E-825C-99712043E01C}
(tecnicamente il testo “GodMode” potrebbe anche essere cambiato, ma il resto della sequenza no…).
3. L’icona della cartella cambierà e diventerà una sorta di eseguibile, che tramite un classico doppio click permetterà di ottenere il pannello di controllo GodMode.

giu
24
2010
Pochi di voi sanno che c’è uno strumento nascosto per Windows 7 che serve per la cancellazione sicura e permanente dei dati presenti nei dischi o nelle cartelle.
Il comando cipher.exe è stato presente per anni e usato per gestire l’ EFS (Encrypted File System) e che ha preceduto BitLocker. Con Windows 7 Microsoft ha aggiunto un opzione in più che dovete usare con cautela.
Il comando è semplicemente:
cipher /w x:\cartella
dove potete sostituire x:\cartella con il nome della cartella che intendete cancellare permanentemente, per esempio il vostro drive D:\ o la vostra cartella c:\musica

Questo sriverà una serie di zero e uno in maniera casuale in ogni settore del drive o della cartella per effettuare una cancellazione sicura. E poi sarà veramente impossibile recuperare i dati.
nov
24
2009
Ecco una procedura semplice per aumentare la capacità disco della macchina virtuale, nello specifico il ridimensionamento del file vmdk vmware.
1. Shutdown The Guest Operating System
Eliminare tutte le vostre snapshot tramite Snapshot Manger. Dal momento che si sta andando a ridimensionare il disco virtuale, queste vecchie snapshot protrebbero causare dei problemi.
2. Backup della virtual machine interessata
Es.
# cp -arv /share/vms/WindowsVista /safe/path/to/vm/05062009/
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set
11
2009
Quando si gestisce un sistema informativo, bisogna fare in modo che questo sia protetto da attacchi più o meno subdoli. Una delle precauzioni principali da prendere riguarda la gestione delle credenziali d’accesso al sistema, che devono rispondere a specifici criteri di sicurezza che prevengano accessi non autorizzati, in ottemperanza alle elementari regole di sicurezza informatica ed al D. Lgs. 196 del 2003 conosciuto anche come “Testo Unico sulla Privacy“. Pur esistendo dispositivi che permettono di fornire le proprie credenziali in modo sicuro, come ad esempio smart card e dispositivi biometrici, in realtà il metodo più usato consiste ancora nel fornire un’accoppiata Nome Utente – Password come credenziali d’accesso al sistema informativo.
In particolare, è centrale il problema di come gestire le password associate ad ogni account, che rappresentano il punto debole e maggiormente attaccabile da parte di un malintenzionato, per cui è necessario prendere alcuni accorgimenti nella scelta e gestione delle password:
- segretezza della password: la password deve essere segreta, e nota solamente al legittimo utilizzatore di quelle determinate credenziali d’accesso ed al responsabile delle password, inoltre, l’utente non deve lasciare in giro appunti o post-it con in bella mostra la propria password, come troppo spesso succede;
- lunghezza della password: se un ipotetico “attaccante” cerca di scoprire la password di un utente tramite “tentativi” automatizzati (il cosidetto attacco a forza bruta), l’attacco avrà maggior successo se la password attaccata è breve, a differenza di una password lunga che, ovviamente, per essere indovinata necessita di un maggior numero di tentativi;
- complessità della password: l’utente, scegliendo una password, dovrà fare in modo che questa non contenga riferimenti a sé stesso o all’ambito familiare, infatti un malintenzionato, utilizzando eventualmente tecniche di ingegneria sociale, potrà scoprire riferimenti della vita privata dell’utente che riutilizzerà immediatamente come tentativo di accesso non autorizzato, se poi l’attaccante è un nostro collega di lavoro (cosa possibile anche se non frequente) non dovrà sforzarsi molto per conoscere particolari che ci riguardano; altro accorgimento in questo senso può essere quello di utilizzare caratteri non standard (come segni di interpunzione o spazi) nella composizione della password, misura utile anche nei casi di attacchi “brute force”;
- durata della password: una password, per essere considerata sicura, dev’essere cambiata entro un periodo di tempo ragionevole, ciò rende la vita più difficile ad un malintenzionato che intende “rubare” la password, inoltre consente di “richiudere fuori” un attaccante venuto in possesso delle nostre credenziali, anche se in questo caso probabilmente il danno è già stato fatto
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dic
29
2008

Oramai tutte le schedemadri supportano i Raid 1,5 e 10 (detto anche 1+0).
In questo tutorial voglio spiegare come avere un sistema dual boot con Ubuntu 8.10 e Windows Vista.
Step 1: creating RAID set in BIOS
* Choose create RAID-volume.
* Choose a name, for example: diskset.
* Choose RAID10, 64k stripe-size.
A questo punto il Raid è creato. Ovviamente il menù varia leggermente in base al modello della propria scheda madre.
Step 2: Installiamo Ms Vista
Installiamo Vista ricordandoci di lasciare una partizione per Linux.
Step 3: Installiamo Ubuntu Intrepid 64bit
Una baco di Ubuntu in particolare sul libparted non permette di visualizzare il Raid10 durante l’installazione. Per risolvere questo problema procediamo come segue:
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nov
06
2008
Songbird è un media player open source potente e particolare, mix tra un browser e un jukebox digitale.
Il motore del browser web è quello di Firefox, per cui può essere usato in Windows, Mac e Linux. Da un punto di vista multimediale utilizza i plugin del noto VLC permettendo quindi la riproduzione di diversi formati (MP3, Ogg Vorbis, AAC, Wma, Flac). L’interfacca è configurabile mediante skin e ricorda quella di iTunes.
A questo link, troverete le versioni per i vari sistemi operativi sopra citati.